LA PATENTE
La patente è una novella di Pirandello che parla di una famiglia povera, dove Rosario Chiàrchiaro il padre, ha la fama di iettatore. La famiglia sta vivendo un brutto periodo e a causa di ciò lui viene anche licenziato. Ci fu un’incidente quindi fecero una causa in tribunale dove accusarono il foglio del sindaco e l’assessore. Durante ciò, Rosario era presente e lo accusarono per aver portato sfortuna. Rosario li accusa per averlo diffamato e viene convocato davanti al giudice, ma visto che era un uomo di legge non accettava superstizioni, quindi la causa venne messa in sospeso. Si veste di nero e decide di affrontare i due uomini per convincerli a dargli “la patente di iettatore”. Per lui questo era il suo lavoro: si sarebbe presentato davanti ai negozi per portare sfortuna, così il proprietario gli dava dei soldi per farlo spostare da davanti ai negozi. Al processo le persone negarono dicendo che non era iettatore, quindi lui andò da solo e disse di dire la verità. Andò anche dal fidanzato della figlia e da un gruppo di persone. Il tribunale assolse il figlio del sindaco e l’assessore. Rosario Chiàrchiaro perse la causa. Dopo aver ottenuto la patente, torna a casa e dice alla figlia di scrivere la lista dei negozi dove lui doveva andare a chiedere i soldi. La figlia disperata gli disse che con questo modo di fare si rovinava, ma lui rispose che facendo ciò si potevano arricchire. In questa novella c’è una situazione umoristica perché ci sono delle riflessioni da parte della figlia e della moglie. Lui indossa una maschera nuda perché sa che non è un iettatore e che è tutta una finzione.
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